Autotrasporto: imprese sotto pressione, Confindustria chiede all’Europa misure urgenti

In un contesto globale segnato da forti tensioni sui mercati energetici e da una crescente instabilità delle rotte strategiche di approvvigionamento, i prezzi dei carburanti stanno mettendo sotto forte pressione imprese e filiere produttive, aggravati dalle tensioni geopolitiche nel Golfo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Il Governo è intervenuto con due decreti per oltre un miliardo di euro, prorogando fino al 1° maggio 2026 il taglio delle accise su benzina e gasolio. A questo si aggiungono i crediti d’imposta per autotrasporto (dal quale è stato escluso senza motivazione il trasporto passeggeri), per pesca e agricoltura, oltre alle misure di sostegno per le imprese esportatrici colpite dalla crisi energetica.

“Confindustria riconosce e apprezza questo impegno – ha dichiarato Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo –. Ora, a livello nazionale, si rendono necessari tempestivi correttivi al fine di prevedere, per le imprese di trasporto più moderne e sostenibili, una adeguata compensazione per tenere conto del taglio delle accise. A livello europeo, occorrono due misure immediate da parte di Bruxelles: la sospensione per una revisione dell’ETS, che in una fase di emergenza energetica come questa rappresenta un onere aggiuntivo che penalizza la competitività delle imprese europee, e una deroga al Patto di Stabilità al vincolo del 3% sul deficit che non tiene conto degli shock sistemici come quello che stiamo vivendo. Bisogna consentire agli Stati membri di sostenere industria, lavoratori e famiglie con l’intensità che questa crisi impone. Immaginare di affrontare uno scenario straordinario con regole ordinarie significa condannare il sistema produttivo e logistico europeo a un indebolimento strutturale”.

L’autotrasporto è il settore più colpito: secondo ISTAT, il 92,1% delle merci viaggia su strada (contro il 7,9% su ferrovia), rendendo il sistema particolarmente vulnerabile ai rincari del gasolio, ormai stabilmente sopra i 2 €/l. Gli effetti si estendono a tutta la filiera, con aumento dei costi di produzione e dei prezzi finali. Anche il trasporto passeggeri si trova in difficoltà, con rincari che superano il 20%, pari a 40 milioni di euro di maggior costo al mese.

“La dimensione dello shock va oltre le capacità di risposta nazionale. Le misure adottate – ha aggiunto Destro – sono necessarie ma temporanee. Dal 2 maggio, con la fine del taglio delle accise, il sistema produttivo sarà di nuovo esposto ai prezzi di mercato. Ora tocca all’Europa: il Consiglio europeo del 23 e 24 aprile è un passaggio determinante. Servono decisioni. Confindustria, dunque, ribadisce la necessità di interventi europei immediati per salvaguardare la competitività delle imprese e sostenere sia il trasporto merci che il trasporto passeggeri.”