E’ stato sottoscritto, nelle scorse ore, il Protocollo tra le Parti Sociali ed il Ministero del Lavoro che promuove buone pratiche per contrastare gli effetti negativi delle emergenze climatiche (compreso il caldo eccessivo) nei riguardi di attività lavorative e dei lavoratori.
Il Protocollo è il primo passo per una armonizzazione delle varie Ordinanze emesse a livello regionale. Per le citate ordinanze si vedano le precedenti informative cui si rimanda e sinora rivolte a specifici settori (edilizia, agricoltura, igiene ambientale) con nostre notizie del 23 giugno 2025 dal titolo “Ordinanza Regione Calabria – Sospensioni lavorazioni rischio caldo eccessivo” ed altra per l’Igiene Ambientale dal titolo “Ordinanza Regione Calabria – Sospensione Lavorazioni – Rischio caldo eccessivo – Settore IGIENE AMBIENTALE” con possibilità, come noto, di mutare l’organizzazione degli orari di lavoro e /o di richiedere l’intervento della cigo: ed a proposito informiamo che con recente messaggio l’INPS precisa che potranno essere accolte domande di cassa anche quando la sospensione dell’attività sia stata disposta su segnalazione del responsabile della sicurezza aziendale che, in relazione all’eccessivo caldo, ha rilevato l’esistenza di profili di rischio per la salute dei lavoratori. Il protocollo mira all’ampliamento della applicabilità degli strumenti di tutela alle attività sia svolte all’esterno che all’interno. Da ciò deriverà la successiva regolamentazione di istituti e procedure anche connesse alla gestione degli ammortizzatori sociali attraverso specifici ulteriori provvedimenti in via di emanazione.
Il Protocollo prevede l’implementazione di strumenti quali formazione, informazione, prevenzione, sorveglianza sanitaria e valutazione dei rischi per la prevenzione dei rischi da emergenze climatiche e l’innalzamento dei livelli di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e per i lavoratori.
La valutazione del rischio di cui al TU in materia di sicurezza sul lavoro, dovrà quindi rivolgere particolare attenzione anche a tutte le criticità connesse al cosiddetto “microclima” e quindi alle temperature elevate come allo stato in atto sull’intero territorio nazionale.
Le Parti Sociali provvederanno ad attivare tavoli di contrattazione di vario livello (nazionale, settoriale, territoriale/aziendale) per definire buone prassi e procedure condivise per far fronte alle variazioni climatiche ormai di carattere strutturale.
Si potranno attuare forme di organizzazione delle lavorazioni, ad esempio nei cantieri o nelle attività esterne a maggiore rischio/esposizione, con introduzione di pause mirate, variazioni dell’articolazione dell’orario delle lavorazioni, adeguamenti degli strumenti di idratazione dei lavoratori, previsione di aree ristoro o di periodi di riposo in zone all’ombra, ecc.
In presenza di esigenze di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, si prevede l’automatico ricorso agli ammortizzatori sociali sulla base delle specifiche indicazioni normative e procedurali che saranno oggetto di un prossimo decreto attuativo.
Il Protocollo sarà oggetto di verifica periodica e potrà essere implementato dalla costituzione, a livello territoriale o settoriale, di specifici gruppi di lavoro anche con il coinvolgimento delle Autorità Sanitarie locali e degli altri soggetti istituzionali preposti alla gestione delle emergenze climatiche.
Gli uffici delle Territoriali di riferimento sono a disposizione per ogni necessità e supporto. Si fornirà successiva e tempestiva informativa in merito agli ulteriori provvedimenti in via di emanazione.