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Decreto Turismo 2026: Bando Green Tour

di Unindustria Calabria
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Con il Decreto direttoriale del 18 giugno 2026, n. 96263, il Ministero del Turismo ha reso operativo il bando “GreenTour” stanziando 109 milioni di euro a sostegno degli investimenti privati per lo sviluppo dell’offerta turistica nazionale, mediante contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati., con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile delle imprese turistiche.

Le risorse vengono ripartite in, concessi in combinazione tra loro, con una quota del 60% riservata alle PMI.

La misura viene gestita da Invitalia, in qualità di Soggetto gestore.

Le domande possono riguardare programmi o piani di investimento compresi tra 1 e 15 milioni di euro, riferiti a una o più strutture o unità locali, purché concepiti come un programma unitario e organico e non come singoli interventi scollegati.

Di seguito i dettagli dell’avviso:

Destinatari

Possono accedere le PMI e le imprese di grandi dimensioni operanti nei settori turistici individuati dai codici ATECO del decreto, in regola con i requisiti richiesti e con l’obbligo assicurativo contro le calamità naturali. Sono ammesse anche le imprese estere con sede e partita IVA italiane, quelle (Italiane ed estere) iscritte da almeno tre anni che pur senza il codice turistico ricavino oltre il 50% del fatturato da attività del comparto, e i proprietari delle strutture costituiti in forma d’impresa, oltre alla partecipazione congiunta tramite contratto di rete.

Le domande si presentano esclusivamente sulla piattaforma telematica di Invitalia, all’indirizzo www.invitalia.it, dalle ore 12.00 del 15 luglio 2026 alle ore 17.00 del 15 settembre 2026, previa identificazione tramite SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi e con firma digitale.

La procedura di presentazione non prevede il click-day, perché tutte le istanze trasmesse nella finestra si considerano pervenute nello stesso istante, ma una selezione con procedura valutativa a sportello e l’ordine in graduatoria dipende dal punteggio, con prevalenza, a parità di valutazione, dell’iniziativa di minor costo. I programmi devono concludersi entro diciotto mesi dalla concessione e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Interventi e spese ammissibili

Le spese devono avere, in via prevalente, uno o entrambi i seguenti obiettivi:

  • miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche, ad esempio: coibentazione dell’involucro edilizio e delle reti di distribuzione; sostituzione dei serramenti e delle superfici vetrate; sostituzione delle caldaie esistenti con caldaie ad alta efficienza a condensazione; realizzazione di pareti ventilate; riqualificazione energetica di piscine, impianti termali e di wellness;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili, ad esempio: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, impianti geotermici, pompe di calore, sistemi di accumulo BESS.

Questi interventi, definiti “trainanti”, devono costituire almeno il 51% della spesa ammissibile nell’ambito del programma di investimento proposto e possono essere combinati anche con altri interventi definiti “trainati”.

Gli investimenti “trainati” possono essere finalizzati, tra l’altro, alla digitalizzazione dell’ecosistema turistico e delle filiere turistiche, agli investimenti per il rispetto di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), alla dotazione di sistemi di automazione, alla misurazione intelligente per aumentare l’efficacia delle misure di efficienza energetica, alla limitazione del consumo di energia e ad altri interventi accessori. A questi interventi possono inoltre aggiungersi investimenti per l’acquisto di servizi di consulenza, esclusivamente in favore delle Pmi, nonché di servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e di energia in favore delle imprese di qualunque dimensione. Ogni impresa può presentare un’unica domanda, che deve riferirsi a un programma o piano di investimento unitario e organico relativo alla realizzazione di uno o più progetti di investimento su una o più strutture/unità locali. Gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028

A determinate condizioni è possibile agevolare anche l’acquisto di servizi di consulenza.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto – ai sensi degli articoli applicabili del Regolamento GBER 18, 28,38, 38-bis, 41 e 49 – o anche in forma de minimis (solo per determinati interventi disciplinati nell’Allegato n.3 del Decreto direttoriale). In particolare, l’agevolazione complessivamente concessa sui diversi regimi di aiuto è composta da un mix predefinito: 54% di fondo perduto e 46% di finanziamento agevolato.

L’Allegato 3 tra opere energetiche e interventi strutturali

L’elenco degli interventi agevolabili non si limita alle opere impiantistiche o all’efficientamento energetico in senso stretto, ma comprende anche opere sull’organismo edilizio che interessano la componente strutturale dell’immobile. Il riferimento più netto è alla voce a.1), che ammette il ripristino, anche strutturale, di edifici o di parti di essi eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Si tratta di un’apertura significativa, perché consente di inserire l’intervento strutturale all’interno di un programma organico di riqualificazione energetica e funzionale della struttura ricettiva, superando la tradizionale separazione tra interventi edilizi ed energetici. La voce resta peraltro classificata tra i trainanti dell’articolo 38-bis, con la conseguenza che la ricostruzione è agevolata in quanto funzionale all’obiettivo energetico e nei limiti del relativo perimetro.  Accanto a questa, l’elenco contempla interventi più minuti ma ricorrenti, come la sostituzione di pavimenti e rivestimenti con materiali sostenibili e l’installazione di pergotende climatiche, ammesse come accessori in regime de minimis.

Legittimità edilizia e urbanistica, la condizione di accesso all’agevolazione

Per il tecnico incaricato, l’aspetto più delicato non si esaurisce nella scelta degli interventi. Tra la documentazione obbligatoria a corredo della domanda il decreto richiede una scheda tecnica che attesti la legittimità e la conformità edilizio-urbanistica e di destinazione d’uso delle strutture interessate, oltre alla loro cantierabilità sotto il profilo autorizzativo.

L’agevolazione presuppone quindi una struttura ricettiva il cui stato legittimo sia dimostrabile e i cui interventi siano autorizzabili nei tempi serrati del cronoprogramma. La verifica preventiva della regolarità edilizia e urbanistica diventa, in questa misura, non un adempimento formale ma la condizione che rende il programma effettivamente finanziabile, da affrontare prima ancora di costruire il piano economico dell’investimento.

In definitiva, il decreto del Ministero del Turismo si inserisce a pieno titolo in quella logica di progettazione degli incentivi che oggi governa la riqualificazione del patrimonio immobiliare. La sua convenienza non dipende solo dall’entità delle risorse, ma dalla capacità del professionista di comporre un programma in cui efficienza energetica, opere strutturali e regolarità edilizia si tengano insieme fin dalla prima impostazione.

Per maggiori informazioni e supporti potete contattare la vostra Associazione territoriale di riferimento.

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