Ospiti economisti, rappresentanti istituzionali e stakeholder, è stato presentato a Roma il Rapporto di Previsione curato dal Centro Studi di Confindustria da cui emerge un messaggio chiaro: per far crescere l’Italia occorre fronteggiare gli shock internazionali e rafforzare le imprese.
In riferimento all’analisi di contesto, è stato sottolineato che il PIL mondiale rallenta nel 2026, con una crescita del 2,8%, a causa delle tensioni geopolitiche e dei conflitti, ma dovrebbe recuperare nel 2027 (+3,2%). Gli scambi internazionali crescono rapidamente, trainati soprattutto dalle economie asiatiche e dagli investimenti nelle tecnologie digitali. L’Europa, invece, è in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina negli investimenti in ricerca e sviluppo.
Le tensioni geopolitiche aumentano le dipendenze commerciali e produttive, rendendo necessarie politiche industriali mirate e nuovi accordi commerciali. Per l’Europa è fondamentale completare il mercato unico, rafforzare i settori strategici e diversificare i mercati. L’Italia può beneficiare particolarmente degli accordi commerciali grazie alla specializzazione produttiva e alla presenza di numerose piccole e medie imprese. L’accordo UE-Mercosur, ad esempio, ha favorito un aumento del 10% delle esportazioni italiane verso l’area nei primi tre mesi di applicazione.
L’economia europea crescerà dello 0,8% nel 2026 e dell’1% nel 2027. Gli Stati Uniti mantengono una crescita sostenuta grazie agli investimenti nell’intelligenza artificiale e nei data center, mentre la Cina cresce soprattutto grazie alle esportazioni, nonostante la debolezza dei consumi interni.
In Italia, il PIL crescerà dell’1% nel 2026, grazie al buon andamento dei primi mesi dell’anno, agli investimenti del PNRR e ai consumi delle famiglie. Nel 2027, invece, la crescita rallenterà allo 0,6%, a causa della fine del PNRR, dell’aumento dei prezzi energetici, dell’inflazione e dei tassi d’interesse. La ripresa dipenderà anche dalla risoluzione della guerra nel Golfo e dalla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Per il Centro Studi Confindustria, il costo dell’energia rappresenta una delle principali criticità per l’Italia. L’aumento dei prezzi di petrolio, gas ed elettricità riduce la competitività delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. Anche le politiche europee di riduzione delle emissioni, attraverso il sistema ETS, rischiano di aggravare le difficoltà industriali se comportano costi eccessivi e chiusure di impianti senza un’effettiva decarbonizzazione.
L’industria italiana mostra alcuni segnali positivi, soprattutto nei settori automotive, elettronico e farmaceutico, ma tessile, abbigliamento e mobili attraversano una crisi strutturale. Anche la produttività rimane un problema fondamentale: negli ultimi trent’anni l’economia italiana è cresciuta mediamente dello 0,7% annuo, contro l’1,5% dell’Eurozona e il 2,5% degli Stati Uniti.
La bassa produttività dipende in parte dalla frammentazione del sistema produttivo italiano, composto da molte micro e piccole imprese. Favorire la crescita dimensionale delle aziende permetterebbe di migliorare l’efficienza, la competitività e i salari. Sono inoltre fondamentali gli investimenti in innovazione, ricerca e tecnologie, che rischiano di rallentare con la conclusione del PNRR.
Il PNRR ha comunque prodotto risultati positivi, riducendo i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e la durata dei procedimenti giudiziari. È quindi importante mantenere elevato il livello degli investimenti anche dopo la fine del Piano.
Infine, la solidità patrimoniale delle imprese italiane è migliorata, soprattutto nel manifatturiero, ma persistono differenze tra settori e aziende. Per sostenere una crescita duratura occorre rafforzare il capitale delle imprese, facilitare l’accesso ai finanziamenti e promuovere investimenti produttivi.
In conclusione, l’Italia deve puntare su innovazione, produttività, competitività energetica e crescita dimensionale delle imprese. Allo stesso tempo, deve rafforzare l’integrazione europea e diversificare i rapporti commerciali per ridurre le dipendenze strategiche e rendere l’economia più resiliente alle crisi internazionali.
Il Rapporto completo è disponibile a questo link: https://www.confindustria.it/pubblicazioni/per-far-crescere-litalia-fronteggiare-gli-shock-internazionali-e-rafforzare-le-imprese
