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Procedure negoziate sottosoglia – Vademecum ANCE

di Unindustria Calabria
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La Direzione Legislazione Opere Pubbliche di Ance nazionale ha elaborato un Vademecum sulle procedure negoziate sottosoglia, volto a fornire un quadro aggiornato della disciplina applicabile ai lavori pubblici. Il documento ricostruisce i principali criteri di selezione utilizzati nella prassi dalle stazioni appaltanti per l’individuazione dei soggetti da invitare a dette procedure, alla luce degli orientamenti di ANAC, MIT e giurisprudenza.

Il documento chiarisce che le procedure negoziate senza bando, pur essendo pensate per garantire celerità ed efficienza negli affidamenti sotto-soglia, restano pienamente soggette ai principi fondamentali del Codice – concorrenza, trasparenza, non discriminazione e accesso al mercato. Il vero punto di equilibrio della procedura non è quindi nella fase di gara, ma nella selezione degli operatori da invitare.

Il quadro normativo di riferimento è ricostruito a partire dagli articoli 48, 49 e 50 del Codice, evidenziando come, per i lavori:

  • sotto i 150.000 euro si proceda con affidamento diretto;
  • tra 150.000 e 1 milione con negoziata invitando almeno 5 operatori;
  • sopra 1 milione (fino alla soglia UE) con invito ad almeno 10 operatori.

Un ruolo centrale è attribuito al principio di rotazione, che mira a evitare la cristallizzazione degli affidamenti sempre sugli stessi operatori. Il divieto riguarda l’affidamento al contraente uscente nello stesso settore, salvo deroghe eccezionali, che devono essere rigorosamente motivate e basate su condizioni di mercato, assenza di alternative e qualità della prestazione resa.

Il documento evidenzia poi una novità rilevante: il divieto di utilizzo del sorteggio per selezionare gli operatori da invitare, salvo casi residuali e motivati. La selezione deve avvenire attraverso criteri oggettivi e coerenti con l’oggetto dell’appalto, rafforzando così la prevedibilità e la trasparenza delle procedure.

Per individuare gli operatori, le stazioni appaltanti possono utilizzare due strumenti:

  • indagini di mercato, tramite avvisi pubblici per raccogliere manifestazioni di interesse;
  • elenchi di operatori economici, aggiornati e aperti.

In entrambi i casi, è fondamentale che i criteri di selezione siano:

  • predeterminati,
  • oggettivi,
  • proporzionati,
  • non discriminatori.

Il Vademecum dedica ampio spazio alla prassi applicativa, individuando una serie di criteri frequentemente utilizzati ma ritenuti illegittimi o critici, tra cui:

  • il sorteggio o criteri casuali;
  • l’ordine cronologico di arrivo delle manifestazioni di interesse;
  • criteri territoriali legati alla sede dell’impresa.

Particolarmente rilevante, per il settore dei lavori, è il richiamo al fatto che l’attestazione SOA costituisce requisito necessario e sufficiente per dimostrare la capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale. Ne deriva che l’introduzione di requisiti ulteriori (come fatturato o lavori analoghi) è, in linea generale, illegittima perché restringe indebitamente la concorrenza.

In conclusione, ANCE evidenzia una criticità di fondo del sistema: l’estensione ampia della procedura negoziata fino alla soglia europea rischia di comprimere il mercato, soprattutto per gli appalti di importo medio. Per questo propone:

  • una riduzione della soglia di applicazione della negoziata (intorno ai 2–3 milioni);
  • un ampliamento della platea degli invitati, prevedendo l’invito di tutti gli operatori che manifestano interesse;
  • il rafforzamento del ruolo della SOA come unico criterio selettivo.

Le imprese associate che necessitano di maggiori approfondimenti o che desiderano ricevere il Vademecum possono fare riferimento alla propria sede Territoriale.

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